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Cos’é l’autismo?

L’autismo è un disturbo generalizzato dello sviluppo neurologico caratterizzato da tre elementi fondamentali: un grave disturbo dell’interazione sociale, un disturbo della comunicazione ed una serie di disturbi del comportamento e del movimento che portano a dei gravi comportamenti di chiusura, di isolamento e di esclusione dal contesto sociale e di relazione (DSM IV – ICD-10).

E’ una problematica che compare nella popolazione con una frequenza di circa 0,8 – 1 caso su 1.000 bambini ed è prevalente nei maschi in misura 4 volte superiore rispetto alle femmine.
E’ un disturbo cronico le cui cause non sono ancora chiare, compare entro i primi trenta mesi dalla nascita e non guarisce con medicinali e terapie riabilitative, per cui coinvolge la persona per tutto l’arco della vita.
Questa condizione di totale gravità nell’agire e nella relazione ha spesso limitato gli interventi e molte famiglie hanno accettato passivamente una realtà definita incurabile, assumendosi totalmente la gestione del figlio o affidandosi ad istituzioni, la cui realtà è molto difficile per i modelli costrittivi che ancor oggi esprimono queste strutture.

L’utilizzo di nuove tecniche di indagine del pensiero e del linguaggio della persona autistica, ha permesso ad un numeroso gruppo di loro di esprimere in prima persona bisogni e desideri.
Questo ha modificato l’immagine di gravità che prima si tendeva ad avere, almeno per quanto riguarda le modalità di pensiero.
Ciò ha portato ad una rivalutazione di queste persone e delle loro capacità/abilità.
La tendenza più recente vede molti interventi di tipo multidisciplinare, proposti per il recupero dei soggetti autistici, in particolare nell’ambito riabilitativo, educativo e sociale, per cui si è giunti unanimemente alla conclusione che occorre intervenire precocemente ed organizzare una rete di supporto alla persona autistica ed alla famiglia.
Ciò richiede un forte investimento di energie, ma contrasta la tendenza a quel ritiro affettivo, relazionale e sociale in cui genitori e figli sono costretti a rinchiudersi per mancanza di iniziative e di attenzione da parte del gruppo sociale.
Questa impostazione metodologica, prevede la rete come strumento di intervento, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo di attività di tipo educativo-riabilitativo, ma anche di costituire il luogo di espressione delle capacità abilitate in ambito sociale.